I primi scatti con Alice

Alice mi ha contattato tramite Facebook per chiedermi informazioni su come poter fare un Book fotografico. Così abbiamo fissato un giorno, ed è passata a trovarmi in studio con un amica. Dopo avergli fatto vedere un po’ di fotografie ed avergli spiegato come funziona, abbiamo fissato per una domenica pomeriggio.

Senza titolo-1Senza titolo-2Senza titolo-3Senza titolo-4Ci siamo trovati davanti al mio studio, lei è arrivata con una valigia rosa piena di vestiti, praticamente aveva svuotato l’armadio di casa, gli ho fatto una domanda a battuta  : “sei venuta ad abitare da me?” così, scherzando, abbiamo incominciato a scegliere gli outfit e scattare. Da primo ha dovuto rompere il ghiaccio ed entrare nella parte, poi piano piano si è sciolta, lo si vada già dagli scatti con sfondo colorato. Così abbiamo deciso di uscire fuori in cerca di location.

Abbiamo trovato un paio di posti niente male in aperta campagna, dove si è divertita a muoversi, girare e saltare vestita con dei semplici jeans e un reggiseno bianco, poi ha indossato un vestito rosso con il quale, all’inizio ha girato come una trottola, io ho fatto delle riprese dal basso abbastanza suggestive, dopo si è seduta rilassata a terra dove ha mostrato le sue gambe.

Alice Z_110617_0137Alice Z_110617_0146Alice Z_110617_0519Per finire siamo passati da una zona industriale dove abbiamo fatto un po’ di scatti in stile stret con gli ultimi due cambi.

 

Alice Z_110617_0200Alice Z_110617_0210Alice Z_110617_0227-2Alice Z_110617_0240Durante gli spostamenti in macchina, abbiamo parlato  del piu e del meno, così Alice mi ha detto cha ha passato un pomeriggio dove si è divertita e ha già in mente di tornare per un prossimo shooting in locations diverse.  Devo fare i miei complimenti ad Alice perché per essere la prima volta si è dimostrata volenterosa, sicuramente nei prossimi shooting avrà da migliorare. Ciao Alice alla prossima 😉 .

 

Di nuovo a scattare con Deia

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Si con Deia avevamo già scattato insieme circa un anno fa in esterni nella meravigliosa location de Il teatro del silenzio, visibile a questo link.

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Questa volta abbiamo deciso di scattare in interni, così dopo aver pianificato la cosa ci siamo trovati nel mio studio e abbiamo incominciato a scattare tanto per riprendere confidenza tra noi.

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Deia mi si è presentata con i capelli color fuxia, così siamo partiti subito con dei pantaloncini blu elettrico e un top rosso tipo American Style.

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A fotografare Denise

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Anche con Denise siamo “amici” da tempo su Facebook, tempo fa ci siamo scambiati i numeri di cellulare e abbiamo pianificato un pomeriggio per scattare insieme.

Così domenica pomeriggio ci siamo dati appuntamento a circa metà strada, dato che lei è di Lucca, abbiamo scelto di incontrarci all’uscita di Altopascio. Dopo esserci salutati, siamo andati in cerca di locations che ci potessero piacere.

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Come prima location abbiamo trovato quello che rimane di un inceneritore dove abbiamo scattato il primo set, che ci è servito per rompere il ghiaccio e conoscersi meglio, dopo siamo andati in aperta campagna, dove con Denise abbiamo incominciato a trovare il giusto feeling.

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Poi abbiamo trovato un rudere di una casa immerso nel verde e per ultimo abbiamo sfruttato la zona industriale di Altopascio.

Denise G_040617_0553Denise G_040617_0628Denise G_040617_0646Dopo ho accompagnato Denise alla sua macchina, ci siamo salutati, con la promessa di scattare di nuovo insieme.

Fotografare le persone

…mi serve una foto, fammi due scatti e via…

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Da quando fotografo ho notato che di solito queste/i ragazze/i che decidono di farsi un servizio fotografico, nei primi momenti di colloquio, dove pianifichiamo cosa fare, sono un po in tensione, questo è anche comprensibile, specialmente se è la prima volta che posano davanti ad un obiettivo.

Poi durante lo shooting questa tensione si allenta per arrivare all’apice del servizio dove si crea una completa sintonia tra fotografo e soggetto, e dove il soggetto ritratto trova la massima autostima o fiducia in se stesso, atteggiandosi in maniera naturale, e permettere al fotografo di trovare le espressioni più significative, per cercare di creare scatti emozionali.

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Da questo momento in poi inizia una sorta di “calo di prestazione” sia da parte del fotografo che del soggetto fotografato, questo per vari motivi, vuoi per la stanchezza, o per un abbassamento di attenzione o calo di adrenalina.

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Per questo motivo, quando mi viene chiesto: “ma io non voglio un servizio fotografico, mi scatti due foto”, gli devo spiegare che non funziona proprio così, non si può nemmeno immaginare di realizzare una bella fotografia con due/tre scatti fatti in fretta e furia.

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Di nuovo con Chidima

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Si con Chidima (si scrive Chidima , ma si pronuncia Cidima) avevamo già scattato insieme tempo fa, poi siamo sempre rimasti in contatto tramite i vari social, così l’altra settimana ci siamo sentiti e abbiamo deciso di organizzarci per scattare nuove foto, questa volta in esterni.

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Sono passato a prenderla e siamo andati in cerca di location abbastanza tranquille. Abbiamo iniziato da un semplice cavalcavia, poi un campo in aperta campagna per poter sfruttare il verde primaverile, dopo siamo passati a un sottopassaggio abbastanza nuovo della linea ferroviaria e per ultimo abbiamo fatto due scatti in stazione, dato che la dovevo riaccompagnare a prendere il treno.

Chidima U_0108Chidima U_0111Chidima U_0140Chidima U_0161Chidima U_0068Chidima U_0082Chidima U_0183Chidima U_0198Chidima U_0250Chidima U_0251Chidima U_0297Chidima U_0314Chidima U_0326

Lunedì ho scattato con Chidima

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Tempo fa Matteo è passato a trovarmi per chiedermi informazioni per fare un servizio fotografico alla sua amica Chidima, così dopo averci parlato ho contattato direttamente lei per organizzarci e decidere il giorno per scattare.

Lunedì ci siamo trovati in studio e abbiamo passato un pomeriggio insieme. Siamo partiti con alcuni scatti semplici, tanto per entrare in sintonia, anche se con Chidima ci siamo trovati subito bene.

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Avevo in mente un paio di “situazioni”, la prima è stata quella di avvolgere Chidima con la pellicola trasparente, abbiamo fatto un po’ di scatti ma non siamo rimasti soddisfatti, così Matteo mi ha suggerito di scattare mentre lei cercava di togliersi la pellicola, e in effetti  ne sono venuti fuori un paio di scatti interessanti.

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La seconda situazione è stata quella di cercare di “stampare” impronte bianche di farina delle mani sul corpo di Chidima, creando questo “contrasto” tra la carnagione scura e vellutata di lei e le impronte bianche delle mani. 

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Abbiamo, passato un bel pomeriggio, ridendo e scherzando questa credo che sia la prima cosa che si deve riuscire ad ottenere per poter realizzare un buon servizio fotografico, con Chidima magari ci rivedremo per un nuovo progetto.

con Chiara non ho scattato

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Questo Post è solo a titolo informativo, anni fa ne feci uno simile, ma visto che ogni tanto mi capitano queste cose, ho deciso di farne uno nuovo.

Chiara, (ho messo un nome fittizio per rispetto della sua privacy), mi ha contattato tramite social, chiedendomi informazioni per potersi fare un Book Fotografico

Dopo qualche giorno ci siamo sentiti così abbiamo deciso i giorni che potevano essere liberi per entrambi, poi, sempre tramite FaceBook o WhatsApp abbiamo finito di pianificare la nostra  sessione fotografica, definendo sia la location, che dato la stagione sarà in studio, sia cosa dovrà portare come outfit…

OK, appuntamento a Domenica pomeriggio ore 16:00…

Con quasi un ora di ritardo, (questo non è buon segno, sia per mancanza di rispetto altrui, sia per il poco interesse che ha dimostrato di avere per questo shooting), arriva accompagnata da un amica, che, tra l’altro lei si è dimostrata gentile e ha capito la situazione, mentre Chiara voleva fosse presente anche l’amica, io le spiego tranquillamente, che specialmente, quando la persona da ritrarre non è una “modella professionista”, preferisco lavorare da solo con lei, in primo luogo per dare il giusto tempo alla persona di prendere confidenza con la fotocamera e poi poter instaurare un buon rapporto lavorativo di “fiducia reciproca” tra fotografo e soggetto, per cercare di evitare al massimo situazioni di distrazione, disagio o imbarazzo, per questo preferisco scattare da solo, tanto più che per Chiara è la prima volta che posa davanti ad un obiettivo.

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Così ho decido di non scattare, sia per il rispetto mancato che per la poca fiducia nei miei confronti.shilouette-ok

Preferisco perdere un lavoro prima di rischiare di realizzare un Book mediocre, sarebbe controproducente sia per me che per la ragazza che non sarebbe soddisfatta delle proprie fotografie.

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