Fotografare le persone

…mi serve una foto, fammi due scatti e via…

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Da quando fotografo ho notato che di solito queste/i ragazze/i che decidono di farsi un servizio fotografico, nei primi momenti di colloquio, dove pianifichiamo cosa fare, sono un po in tensione, questo è anche comprensibile, specialmente se è la prima volta che posano davanti ad un obiettivo.

Poi durante lo shooting questa tensione si allenta per arrivare all’apice del servizio dove si crea una completa sintonia tra fotografo e soggetto, e dove il soggetto ritratto trova la massima autostima o fiducia in se stesso, atteggiandosi in maniera naturale, e permettere al fotografo di trovare le espressioni più significative, per cercare di creare scatti emozionali.

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Da questo momento in poi inizia una sorta di “calo di prestazione” sia da parte del fotografo che del soggetto fotografato, questo per vari motivi, vuoi per la stanchezza, o per un abbassamento di attenzione o calo di adrenalina.

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Per questo motivo, quando mi viene chiesto: “ma io non voglio un servizio fotografico, mi scatti due foto”, gli devo spiegare che non funziona proprio così, non si può nemmeno immaginare di realizzare una bella fotografia con due/tre scatti fatti in fretta e furia.

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Lunedì ho scattato con Chidima

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Tempo fa Matteo è passato a trovarmi per chiedermi informazioni per fare un servizio fotografico alla sua amica Chidima, così dopo averci parlato ho contattato direttamente lei per organizzarci e decidere il giorno per scattare.

Lunedì ci siamo trovati in studio e abbiamo passato un pomeriggio insieme. Siamo partiti con alcuni scatti semplici, tanto per entrare in sintonia, anche se con Chidima ci siamo trovati subito bene.

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Avevo in mente un paio di “situazioni”, la prima è stata quella di avvolgere Chidima con la pellicola trasparente, abbiamo fatto un po’ di scatti ma non siamo rimasti soddisfatti, così Matteo mi ha suggerito di scattare mentre lei cercava di togliersi la pellicola, e in effetti  ne sono venuti fuori un paio di scatti interessanti.

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La seconda situazione è stata quella di cercare di “stampare” impronte bianche di farina delle mani sul corpo di Chidima, creando questo “contrasto” tra la carnagione scura e vellutata di lei e le impronte bianche delle mani. 

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Abbiamo, passato un bel pomeriggio, ridendo e scherzando questa credo che sia la prima cosa che si deve riuscire ad ottenere per poter realizzare un buon servizio fotografico, con Chidima magari ci rivedremo per un nuovo progetto.

con Chiara non ho scattato

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Questo Post è solo a titolo informativo, anni fa ne feci uno simile, ma visto che ogni tanto mi capitano queste cose, ho deciso di farne uno nuovo.

Chiara, (ho messo un nome fittizio per rispetto della sua privacy), mi ha contattato tramite social, chiedendomi informazioni per potersi fare un Book Fotografico

Dopo qualche giorno ci siamo sentiti così abbiamo deciso i giorni che potevano essere liberi per entrambi, poi, sempre tramite FaceBook o WhatsApp abbiamo finito di pianificare la nostra  sessione fotografica, definendo sia la location, che dato la stagione sarà in studio, sia cosa dovrà portare come outfit…

OK, appuntamento a Domenica pomeriggio ore 16:00…

Con quasi un ora di ritardo, (questo non è buon segno, sia per mancanza di rispetto altrui, sia per il poco interesse che ha dimostrato di avere per questo shooting), arriva accompagnata da un amica, che, tra l’altro lei si è dimostrata gentile e ha capito la situazione, mentre Chiara voleva fosse presente anche l’amica, io le spiego tranquillamente, che specialmente, quando la persona da ritrarre non è una “modella professionista”, preferisco lavorare da solo con lei, in primo luogo per dare il giusto tempo alla persona di prendere confidenza con la fotocamera e poi poter instaurare un buon rapporto lavorativo di “fiducia reciproca” tra fotografo e soggetto, per cercare di evitare al massimo situazioni di distrazione, disagio o imbarazzo, per questo preferisco scattare da solo, tanto più che per Chiara è la prima volta che posa davanti ad un obiettivo.

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Così ho decido di non scattare, sia per il rispetto mancato che per la poca fiducia nei miei confronti.shilouette-ok

Preferisco perdere un lavoro prima di rischiare di realizzare un Book mediocre, sarebbe controproducente sia per me che per la ragazza che non sarebbe soddisfatta delle proprie fotografie.

Domenica con Ana

Dopo un po’ di tempo che non ci vedevamo, con Ana abbiamo deciso di trovarci domenica sia per passare un pomeriggio insieme, sia per scattare qualche foto nuova.

Sono passato a prenderla a casa e dato che la stagione non ci ha permesso di scattare in esterni abbiamo deciso di andare in studio,  dopo avere riscaldato l’ambiente abbiamo incominciato a fare qualche scatto, per l’occasione ho provato l’illuminazione a Led, essendo una fonte di illuminazione continua mi ha permesso ci scattare in sequenza senza dover aspettare i tempi di  ricarica del condensatore del flash.

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Dopo aver fatto una prima sessione con questo tipo di illuminazione, son voluto ritornare alle origini, preparando un set con luce flash a due punti d’illuminazione , una luce primaria e una d’effetto, set semplice ma sempre efficace.

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Protetto: Ana Marin

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Scattando ancora con Virna

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Virna mi ha contattato per poter prenotare un nuovo shooting, nel frattempo ci siamo organizzati tramite WA per decidere lo stile, come e dove  poter scattare, dopo due settimane ci siamo trovati nel mio studio, in questa occasione ho voluto sfruttare la luce ambiente dato che abbiamo iniziato presto subito dopo pranzo.

In sala di posa ho montato un letto per poter ricreare l’ambientazione di una camera, mentre Virna ha portato una borsa piena di biancheria intima con alcuni pezzi niente male, così abbiamo fatto una scelta in base a le foto che avevo in mente di fare.

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Scattando con Giulia

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Anche con Giulia ci siamo conosciuti su Facebook, dopo circa due mesi di appuntamenti rimandati per motivi di lavoro sia da parte di Giulia che da parte mia, siamo riusciti a trovarci in una soleggiata domenica pomeriggio di settembre, in questa occasione ho tirato fuori dal garage l’Innocenti Spider 1200 del 1963 di mio babbo, niente male per scattarci un po di fotografie.

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Quindi abbiamo caricato il trolley, scarpe e accessori di Giulia, la mia attrezzatura ridotta hai minimi termini e siamo partiti alla volta di Villa Saletta, location che si addice in pieno sia per la ragazza, che in questa occasione ha cercato di simulare lo stile Pin Up, sia per la mia “Innocentina” auto d’epoca.  Dopo con Giulia abbiamo fatto qualche scatto di prova in intimo, e così a fine shooting abbiamo deciso ritrovarci per scattare ancora insieme, magari in una location in interni.

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Fotografare Elisa

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Elisa tempo fa,dopo aver visto alcuni miei lavori, mi ha contattato per poter fare alcuni scatti per completare il suo Book.

Abbiamo fissato per un mercoledì in pausa pranzo e ci siamo trovati nel mio studio, è arrivata da Livorno puntualissima, anzi anche un po in anticipo…

Dopo aver scattato per l’outfit che gli mancavano, gli ho chiesto se potevamo fare alcuni scatti in luce ambienta senza uso del flash, sfruttando solamente la luce proveniente da una finestra, lei mi ha risposto, ok proviamo…

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e poi parlando son venuto a sapere che Elisa è la ragazza di un DJ amico di vecchia data, a volte si dice le coincidenze…

Outfit per Nolabel

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Christian e Giuseppe di NoLabel mi hanno commissionato di fotografare la nuova collezione autunno/inverno 2015 dei loro giacchetti in pelle, confezionati a mano con dei tagli molto di tendenza. La loro particolarità è quella di non avere etichette da quando viene staccato il cartellino come dice il logo stesso, un altro particolare è quello che su tutti i polsini c’è una linguetta con un codice (Q-Code) che tramite qualsiasi smartphone oltre a identificare il tipo, modello e numero progressivo del capo, si ha la possibilità di associargli il nome del proprietario e magari poterci lasciare una “dedica”. Un esempio di come la manualità artigianale si sposa con la tecnologia.

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Qui di seguito ecco alcuni scatti con Rachele e Francesco che hanno indossato i capi

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Fotografia di Maternity

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La fotografia di “Maternity” un “settore” della fotografia in fase di espansione anche in Italia insieme a quella di “New Born”.

In settimana son passati Antonella e Emiliano per chiedere informazioni su come si poteva fotografare il “pancione” di lei, gli ho spiegato, anche facendogli vedere alcune fotografie,  che quando riesco , cerco di fare un “percorso” partendo a fotografare le varie fasi della crescita della pancia, per poi fotografare il bambino nei primi giorni di vita e dopo nelle fasi dell’allattamento.

Abbiamo fissato per un sabato pomeriggio, Antonella giustamente, era un po’ tesa ma ho cercato fin da subito di metterla a suo agio, aiutata anche dalla presenza di suo marito, abbiamo iniziato a scattare prima con Antonella e poi insieme a Emiliano tenendo sempre conto che il il soggetto principale era il pancione, anzi, dentro al pancione 🙂

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Complimenti ragazzi, e auguri per la nuova creatura, tenetemi informato e ci vediamo appena è nata per proseguire il nostro racconto fotografico…

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