I Primi scatti con Nora

Nora ho avuto occasione di conoscerla tramite Marsida, un’amica in comune, nel locale che frequentiamo, cosi dopo un po di tempo gli ho proposto se era disponibile a farmi da “modellina”.

Nel frattempo mi è capitato di dover fotografare per Limitless, una linea di occhiali da vista e da sole, con la caratteristica di avere degli inserti in pelle o cuoio.

Cosi abbiamo fissato un lunedì pomeriggio di Agosto per trovarci nel mio studio e poter iniziare a scattare.

Dato che con Nora era la prima volta che scattavamo insieme ho fatto un po di scatti di prova in modo da entrare in confidenza, ma ho visto fin da subito che era abbastanza sciolta, questo merito anche dell’amica Marsida che la “distraeva” .

Dopo aver scattato in studio abbiamo deciso di andare a fare un aperitivo e cogliere l’occasione di scattare in esterni proprio metre facevamo una bevuta.

Credo che con Nora scatterò ancora in altre occasioni, devo fargli i miei complimenti per come si è comportata davanti all’obiettivo, brava Nora!

Stampa Fotografica di Qualità

Negli ultimi tempi mi sono accorto che sempre più “appassionati di Fotografia” desiderano e mi chiedono  stampe fotografiche di qualità Fine Art, magari su carte “speciali”  credo che questo sia frutto di un processo di “istruzione e informazione” che ho cercato di fare negli anni.

C’è tutto un processo da “rispettare”, dietro una stampa Fine Art, a partire dalla taratura dei monitor e le stampanti alla profilatura dei supporti (carte) per avere un workflow lineare e Certificato. Tutto questo si ottiene usando computer, monitor e stampanti di qualità come il sistema Epson UltraChrome Pro12 con tecnologia K3, e affidandosi a supporti come  quelli delle due cartiere tra le più qualificate e affidabili come Canson® Infinity e  Hahnemühle. Tutto questo lo possiamo stampare fino al formato 44 (1metro e 10)

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La stampa di qualità Fine Art applicata anche per la fotografia di cerimonia e matrimoni, è sempre più in voga tra le coppie di sposi che vogliono qualcosa di particolare, per esempio i miei lavori sono accompagnati da un certificato che dichiara sia tutto il processo di stampa, il nome specifico della carta, e non per ultimo la certificazione che i file post prodotti dopo essere stampati vengono “distrutti” per avere la sicurezza di avere un prodotto unico certificato.

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Le cose belle non si fanno in fretta

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E’ proprio vero che le cose belle non si fanno in fretta, come nel lavoro artigianale di un fotografo, dove prevale la passione.

Vi racconto la storia di una domenica mattina di cinquanta anni fa circa, io avrò avuto 3/4 anni, mentre mia mamma aspettava di andare alla messa delle nove, mio babbo si accorse che due piccioni tubavano sul tetto del garage, così corse a prendere la macchina fotografica e in silenzio si avvicinò più possibile ai “soggetti”, erano circa le otto e mezza…

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Inizio del corteggiamento da parte di “lui”…

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“lei” in un primo momento non ci sta…

Sei scatti in sequenza uno dietro l’altro! , si avete capito bene, sei scatti in sequenza e non 600 o 1000 come usa fare da “i fotografi” di oggi per poi andare a sceglierne sei.

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Bacini…

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Bacini…

Sei scatti, aspettando, con pazienza e dedizione, che i soggetti si muovessero e assumessero posizioni significative.

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L’atto…

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Et voilá…

Andammo alla messa a San Pierino perché era l’ultima della mattina a mezzogiorno.

Scattati a mano libera con una PETRI FT obiettivo focale 180mm, pellicola diapositiva AGFA CT 18. Tuttora mio babbo è gelosissimo di questa sequenza, ai tempi, per lasciarla intera, sviluppò la pellicola senza montarla su i telaietti.

Nel 2005 ho scansionato sia la sequenza che fotogramma per fotogramma, per poterci fare un calendario pubblicitario per la nostra ditta.

Ora sono esposti in bellavista all’interno del nostro negozio, nel formato 30×40 stampati su cibacrome.

San Miniato ai tempi del Corona Virus

Purtroppo il 2020 è partito nel peggiore dei modi, con la diffusione di Corona Virus proveniente dalla Cina  già alla fine del 2019 dal nome in codice COVID-19 che purtroppo presto è diventata pandemia a livello mondiale.

Durante la quarantena (lookdown) ho provato a “documentare” fotograficamente la situazione del mio paese, anche se non è stato facile per le situazioni che ho trovato con le persone che non erano proprio disponibili a “collaborare”. Comunque io ho provato ugualmente 

Light Painting

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Uno di questi giorni, che fuori piove e è freddo, mi è tornato in mente di quando scattavo “fotografia di food“, come si chiama oggi, con la tecnica  della luce pennellata, ai tempi scattavo (in analogico) su pellicola piana con una Linhof 4×5, e con relative difficoltà del caso, tipo, per arrivare ad uno scatto perfetto ci si impiegava anche un giorno a partire dalle “Polaroid” come “provini” fino ad dover esporre 5/7 o 10 pellicole per poi svilupparle e sperare che perlomeno una fosse esposta correttamente.

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Scatto di partenza: luce flash diffusa

Domenica pomeriggio dopo aver fatto un po’ di prove ho realizzato un paio di scatti e devo dire che ancora oggi è sempre una fotografia affascinante, anche se “aiutati” dalla tecnologia del digitale, c’é sempre una certa “suspense” per arrivare al risultato finale.

Questi sono i risultati…

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Renato Marcialis, uno per tutti, precursore che è riuscito a fare “suo” questo stile di fotografia, date pure un occhiata al suo sito www.caravaggioincucina.it

Il pancione di Camilla

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Camilla è passata a trovarmi nel mio negozio, dopo aver trovato i miei biglietti da visita dedicati alle ragazze in stato di gravidanza che ha trovato dal suo ginecologo.

Così gli ho spiegato come funzionano le sessioni fotografiche per “documentare” il periodo della crescita della pancia, la nascita del bambino, il periodo di allattamento fino a fotografare il bambino (intorno al 4°/6° mese) che incomincia a stare seduto.

Quando ci riesco, d’accordo con i genitori, mi piace fare questo percorso fotografico che documenta da dopo il concepimento fino alla nascita ed allattamento del bambino.

Camilla, con il suo compagno Kristian (ciclista professionista), hanno deciso di fare ora le foto del pancione, con relativo foto libro dedicato e in seguito organizzarsi per altre sessioni magari durante l’allattamento e poi quando il bambino è più grande.

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Un pomeriggio sono arrivati Camilla con sua sorella, Kristian e anno portato anche Gino il loro Buldog Francese, così abbiamo incominciato a scattare in varie situazioni dapprima con il loro cane, poi con sua sorella e poi abbiamo continuato, anche cambiando vestiti e set fotografici.

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Il pancione di Michela

Con Michela e Fabio era da tempo che avevamo deciso di scattare in occasione del suo pancione, nel periodo della sua gravidanza, così in un pomeriggio dei primi giorni di settembre ci siamo trovati e siamo partiti, anche se la stagione non prometteva niente di buono dato che c’era un temporale in arrivo.

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Meta, il bacino remiero di Roffia, una volta arrivati sul posto, dato che pioveva, abbiamo aspettato il momento buono per uscire dalla macchina e siamo andati sul pontile, dove  sotto una fitta pioggerellina, abbiamo incominciato a scattare, poi, per un momento, abbiamo avuto la fortuna che fosse uscito l’arcobaleno, così ho approfittato per scattare delle fotografie inripetibili.

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Dopodichè abbiamo deciso di cambiare location, siamo andati tra le colline Sanminiatesi di San Quintino, e ci siamo immersi tra i filari delle vigne avvolti in una luce spettacolare.

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Fabio in alcune situazioni mi ha dato una mano a gestire la luce con dei pannelli riflettenti, per ammorbidire le ombre dei controluce.

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Deia 2019

A volte andare in Mountain Bike è utile anche per scovare delle nuove location inusuali niente male, tempo fa ne ho trovata una abbastanza appartata e tranquilla.Deia A_050819_0004Così appena mi è capitata l’occasione l’ho subito sfruttata, ci sono andato con Deia un amica che avevo già fotografato tempo fa.

In un caldo pomeriggio di Agosto, ci siamo avventurati tra  l’erba alta  per raggiungere il posto, Deia mi ha fatto vedere cosa aveva portato, e abbiamo fatto una scelta di outfit.Deia A_050819_0005Deia A_050819_0006Deia A_050819_0007Deia A_050819_0008Deia A_050819_0011Deia A_050819_0019Deia A_050819_0037Deia A_050819_0044Deia A_050819_0234Deia A_050819_0236Deia A_050819_0069Deia A_050819_0090Deia A_050819_0133Deia A_050819_0149Deia A_050819_0165Deia A_050819_0214In questa situazione mi sono divertito con il mio cinquantino f 1:1.2 a sfruttare sia la luce riflessa che arrivava dall’esterno, sia sfruttare i tagli di luce radente che filtrava dai finestroni.

Elia e Maria Cristina

Con Elia ci conosciamo da tempo, così quando è arrivato il momento di scegliere il fotografo per il suo matrimonio è passato a trovarmi con Maria Cristina per scegliere e decidere il lavoro da fare per documentare la giornata della sua cerimonia.

Parlando, abbiamo deciso di sfruttare il servizio fotografico di Engagement Session per provare a fare il giro che si sarebbe fatto il giorno del matrimonio con un itinerario niente male: dal Santuario di San Romano al Teatro del silenzio, per poi  seguire la ferrovia di saline/Volterra fino ad arrivare a Castiglioncello.

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Per il giorno del suo matrimonio io sono andato a casa di Maria Cristina, mentre mio babbo ha seguito la vestizione di Elia, poi ci siamo trovati davanti la chiesa e abbiamo iniziato la cerimonia.

E&MC-004E&MC-018E&MC-029E&MC-040E&MC-045E&MC-061E&MC-062E&MC-066Usciti dalla chiesa, abbiamo lasciato gli invitati al ricevimento organizzato sotto i chioschi del santuario, e noi siamo partiti per l’itinerario stabilito tempo fa,  per arrivare a Castiglioncello.

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Siamo ripartiti alla volta di Villa Sonnino per raggiungere gli invitati e iniziare la cena e i festeggiamenti finali.

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Una Triumph Bonneville e una modellina… 

Un lunedì di fine luglio ci siamo organizzati per fare uno shooting in esterna. In questa situazione l’amico Danilo è stato il Direttore Artistico, per darmi una mano.

Dopo esserci trovati d’accordo con Marsida per il giorno e l’ora, ho chiamato il mio amico Iuri di Iron Pirate Garage per sentire se era possibile avere una moto delle sua per farci posare una ragazza, lui si è reso subito disponibile e ci ha messo a disposizione la sua Triuph Bonneville appena finita di customizare con pezzi originali difficili da trovare.

Con Danilo ci siamo organizzati per andare a prendere un generatore di corrente dal suo amico Carletto, per alimentare sia il ventilatore che i flash.

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Avevamo appuntamento con Marsida davanti all’Estrò di San Miniato Basso per raggiungere la location del Ristorante Il Convio, dopo aver chiesto il permesso, Danilo ha dato le dritte dove posizionare la moto così ho incominciato a scattare.

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In quel momento ho trovato una luce bellissima, che da qualsiasi punto di vista scattavo era bella e omogenea, così ho optato per scattare in luce naturale anziché con luce mista.

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Fatti i primi cambi di abito, con Marsida, abbiamo deciso di tagliare un paio di Jeans, dopo averli tagliati a pantaloncino, gleli ho fatti indossare e e con le forbici li ho modellati direttamente in dosso a lei.

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Così dopo i primi scatti con questo outfit, Danilo ha oliato Marsida e con lo spruzzino l’ha innaffiata di acqua, per creare l’effetto bagnato.

Per ultimo, per non farci mancare niente, abbiamo acceso due fumogeni per creare una situazione quasi surreale d’effetto.

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Voglio ringraziare Iuri per averci messo a disposizione la sua moto personale, ringrazio Danilo per avermi dato una mano, Grazie anche a Marsida per aver posato da modellina. Grazie a tutti voi per la disponibilità

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