L’Importanza della Fotografia

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Per il I° Maggio sono stato chiamato dall’amica Cristina a documentare il 50^ Anniversario di attività dello storico “Ristorante Genovini” aperto nel 1968 da suo babbo Dino, ed ora gestito da lei e suo fratello.

Devo dire che è riuscita una bella festa con tanta affluenza di persone di ogni età, proprio perché in cinquanta anni ce ne sono passati di clienti a mangiare.  Complimenti  per la buona riuscita e auguri per gli anni a venire.

Ma voglio sfruttare questa occasione per parlare dell’importanza della Fotografia, visto che appena sono arrivato stavano sistemando un cartellone (tra l’altro gli avevano dato la forma architettonica dello stesso ristorante) dove erano esposte vecchie fotografie sia in bianco nero che a colori. 

Man mano che la serata entrava nel vivo, tra uno stuzzichino e l’altro, le persone facevano capannello davanti al tavolo dove erano esposte fotografie dai colori ingialliti dal tempo che ritraevano bambini di quei tempi che oggi sono quarantenni.

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50° Genovini_010518_0087Ecco a cosa serve la Fotografia stampata,  a conservare ricordi, ricordi di qualsiasi genere. Fino a quando non è arrivata la “fotografia digitale”, nelle nostre case ci sono sempre stati cassetti o scatole dove erano custodite vecchie fotografie scattate in negativo e stampate, magari su carta baritata, ritraenti i nostri nonni o addirittura bisnonni, o eventi, compleanni e momenti di convivialità.

Purtroppo, e lo dico a malincuore, in questi ultimi anni avremo un ” vuoto di memoria fotografica” non indifferente, dovuto al cattivo uso della Fotografia,  abituati a fare  miliardi di scatti  “virtuali” , con i nostri cellulari iper tecnologici, che servono solo nell’immediato per darli in pasto ai social network e poi un minuto dopo già dimenticati rimarranno “chiusi” dentro le memorie di cellulari che nel frattempo sono diventati obsoleti e vecchi  da buttare e sostituire con il modello di ultima generazione , e così le nostre fotografie andranno perse ancor prima di essere stampate e  viste tra le nostre mani.

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Quindi vi inviterei a fare mente locale, e magari dei cento scatti fatti durante il compleanno di vostro figlio provare a fare una scelta e stamparne 15/20 fotografie  su carta fotografica in modo da conservare nel tempo in modo sicuro quel momento, cosi che i nostri nipoti aprendo i cassetti o una vecchia scatola da scarpe potranno trovare ancora dei Ricordi.

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Lunedì ho scattato con Chidima

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Tempo fa Matteo è passato a trovarmi per chiedermi informazioni per fare un servizio fotografico alla sua amica Chidima, così dopo averci parlato ho contattato direttamente lei per organizzarci e decidere il giorno per scattare.

Lunedì ci siamo trovati in studio e abbiamo passato un pomeriggio insieme. Siamo partiti con alcuni scatti semplici, tanto per entrare in sintonia, anche se con Chidima ci siamo trovati subito bene.

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Avevo in mente un paio di “situazioni”, la prima è stata quella di avvolgere Chidima con la pellicola trasparente, abbiamo fatto un po’ di scatti ma non siamo rimasti soddisfatti, così Matteo mi ha suggerito di scattare mentre lei cercava di togliersi la pellicola, e in effetti  ne sono venuti fuori un paio di scatti interessanti.

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La seconda situazione è stata quella di cercare di “stampare” impronte bianche di farina delle mani sul corpo di Chidima, creando questo “contrasto” tra la carnagione scura e vellutata di lei e le impronte bianche delle mani. 

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Abbiamo, passato un bel pomeriggio, ridendo e scherzando questa credo che sia la prima cosa che si deve riuscire ad ottenere per poter realizzare un buon servizio fotografico, con Chidima magari ci rivedremo per un nuovo progetto.

con Chiara non ho scattato

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Questo Post è solo a titolo informativo, anni fa ne feci uno simile, ma visto che ogni tanto mi capitano queste cose, ho deciso di farne uno nuovo.

Chiara, (ho messo un nome fittizio per rispetto della sua privacy), mi ha contattato tramite social, chiedendomi informazioni per potersi fare un Book Fotografico

Dopo qualche giorno ci siamo sentiti così abbiamo deciso i giorni che potevano essere liberi per entrambi, poi, sempre tramite FaceBook o WhatsApp abbiamo finito di pianificare la nostra  sessione fotografica, definendo sia la location, che dato la stagione sarà in studio, sia cosa dovrà portare come outfit…

OK, appuntamento a Domenica pomeriggio ore 16:00…

Con quasi un ora di ritardo, (questo non è buon segno, sia per mancanza di rispetto altrui, sia per il poco interesse che ha dimostrato di avere per questo shooting), arriva accompagnata da un amica, che, tra l’altro lei si è dimostrata gentile e ha capito la situazione, mentre Chiara voleva fosse presente anche l’amica, io le spiego tranquillamente, che specialmente, quando la persona da ritrarre non è una “modella professionista”, preferisco lavorare da solo con lei, in primo luogo per dare il giusto tempo alla persona di prendere confidenza con la fotocamera e poi poter instaurare un buon rapporto lavorativo di “fiducia reciproca” tra fotografo e soggetto, per cercare di evitare al massimo situazioni di distrazione, disagio o imbarazzo, per questo preferisco scattare da solo, tanto più che per Chiara è la prima volta che posa davanti ad un obiettivo.

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Così ho decido di non scattare, sia per il rispetto mancato che per la poca fiducia nei miei confronti.shilouette-ok

Preferisco perdere un lavoro prima di rischiare di realizzare un Book mediocre, sarebbe controproducente sia per me che per la ragazza che non sarebbe soddisfatta delle proprie fotografie.

Domenica con Ana

Dopo un po’ di tempo che non ci vedevamo, con Ana abbiamo deciso di trovarci domenica sia per passare un pomeriggio insieme, sia per scattare qualche foto nuova.

Sono passato a prenderla a casa e dato che la stagione non ci ha permesso di scattare in esterni abbiamo deciso di andare in studio,  dopo avere riscaldato l’ambiente abbiamo incominciato a fare qualche scatto, per l’occasione ho provato l’illuminazione a Led, essendo una fonte di illuminazione continua mi ha permesso ci scattare in sequenza senza dover aspettare i tempi di  ricarica del condensatore del flash.

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Dopo aver fatto una prima sessione con questo tipo di illuminazione, son voluto ritornare alle origini, preparando un set con luce flash a due punti d’illuminazione , una luce primaria e una d’effetto, set semplice ma sempre efficace.

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Il Matrimonio e la sua Post Produzione

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Si fa presto a dire ho fatto le foto ad un matrimonio, ma il lavoro del fotografo con il giorno dell’evento è appena iniziato. Di solito la giornata lavorativa inizia con i preparativi della sposa, circa 2/3 ore prima del l’orario del ricevimento in chiesa/comune, documentando tutta la giornata, per finire quando termina la festa.

Ma questa è solo la prima parte del lavoro che prosegue, una vota tornati in studio a scaricare archiviare e nominare i file scattati durante l’evento, poi nei giorni a venire, con tranquillità, inizio a selezionare gli scatti, in questa fase si deve avere la mente libera per fare una scelta in base a come andrà impaginato il lavoro sull’album, che ,nel frattempo l’album è già stato ordinato alla ditta costruttrice su ” misura” come è stato scelto dagli sposi.

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Dopo aver scelto le foto inizia la fase di impaginazione, nel caso di un album tradizionale, di solito mi faccio un “bozza” dove cerco di impaginare “virtualmente” la giornata cercando di raccontare con un filo logico tutto quello che è successo. Questa fase cambia se viene scelto un foto libro, perché l’impaginazione viene effettuata tramite software dedicati.

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Una volta che ho realizzato questa “bozza” inizia la fase di stampa su carta con il tipo di superficie scelta insieme alla coppia, nei vari formati, pagina per pagina, a colori e bianconero.

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La fase successiva è quella del l’impaginazione vera e propria, che consiste nell’attaccare “fisicamente” le stampe sulle pagine dell’album, lavoro molto delicato e di precisione, una volta finito, il lavoro è pronto, nel frattempo preparo un CD o supporto USB, con tutti i file scattati.

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La prima volta con Giulia

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Giulia è una ragazza che ho conusciuto tempo fa, ogni tanto ci sentiamo su Facebook, così nei giorni scorsi ho visto passare una sua foto e mi è venuta in mente, ci siamo sentiti e abbiamo deciso di scattare insieme per un “test conoscitivo”.

Son passato a prenderla a casa e siamo andati a scattare al Castello di Cozzile, dove se si trova una giornata limpida possiamo ammirare tutta la Val di nievole fino a tutta la Val d’Arno, uno spettacolo niente male.

Abbiamo incominciato a scattare ma Giulia mi ha confidato fin da subito che doveva prendere un po’ di confidenza dato che era on po di tempo che non era abituata a posare davanti ad un obiettivo.

Dopo i primi scatti ha incominciato ad entrare nella parte, così abbiamo deciso di trovarci di nuovo, magari in studio per fare altri scatti.

Questi sono solo alcuni scatti giudicate voi…

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Charlotte & James just married

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Un Sabato pomeriggio di metà Giugno, ho fatto un matrimonio di una coppia inglese a Villa Bucciano, matrimonio che mi ha passato una Wedding Planner con la quale collaboro, dopo aver documentato la vestizione dello sposo e della sposa, la cerimonia si è svolta in cima alla scalinata propio davanti alla villa, bellissima giornata, anche se si sono sposati alle 16 e 30 del pomeriggio faceva ancora molto caldo.

La situazione della luce non era delle migliori dato che mi son trovato a scattare con un forte controluce, per questo ho usato i flash a tutta potenza come luce di riempimento delle ombre, per il resto è filato tutto liscio.

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In questo tipo di matrimoni, quelli organizzati dalle Wedding Planner e specialmente quelli Inglesi, si nota la cura quasi maniacale dei dettagli.

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