Michela e Mirko sposi

Sabato pomeriggio, Michela e Mirko si sono uniti in matrimonio nella chiesa di San Donato di San Miniato, io sono andato a casa di Michela per fotografare i suoi preparativi, mentre mio babbo è andato a casa di Mirko per documentare i suoi preparativi.

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Dopo ci siamo ritrovati davanti la chiesa di San Donato per fare l’entrata di Mirko e Michela con le due figlie Anna e Adele, la cerimonia è stata celebrata da Don Mario.

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Usciti di chiesa, dopo tutti i saluti, baci e abbracci siamo andati a fare un giro in San Miniato, e piano piano siamo saliti fino sul prato della rocca per sfruttare un po di situazioni sia per fare le foto che per girare il video. Dopo siamo siamo partita alla volta di Villa Sonnino per il ricevimento degli invitati con cena, balli ed in fine taglio della torta.

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Congratulazioni Michela e Mirko.

Di nuovo a scattare con Deia

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Si con Deia avevamo già scattato insieme circa un anno fa in esterni nella meravigliosa location de Il teatro del silenzio, visibile a questo link.

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Questa volta abbiamo deciso di scattare in interni, così dopo aver pianificato la cosa ci siamo trovati nel mio studio e abbiamo incominciato a scattare tanto per riprendere confidenza tra noi.

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Deia mi si è presentata con i capelli color fuxia, così siamo partiti subito con dei pantaloncini blu elettrico e un top rosso tipo American Style.

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1000 Miglia a San Miniato

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Quest’anno la 90^ edizione della storica competizione della Mille Miglia (Brescia -Roma-Brescia di circa 1700 chilometri) è passata da San Miniato, più precisamente nella tappa più lunga, la terza, che va da Roma a Parma, passando da Siena, Monteriggioni, San Miniato, e Montecatini proseguendo verso il Passo dell’Abetone per arrivare in serata a Parma.

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Così sabato sono andato a fotografare questa magnifica sfilata di auto d’epoca di prestigio. Sfrecciando tra le strade della cittadina, con una breve sosta in Piazza della Repubblica dove c’era il punto di controllo timbro, a fine mattinata sono arrivate le prime vetture del Mercedes-Benz Mille Miglia Challenge con dei modelli eccezionali. Finito questo primo passaggio è stata la volta del Ferrari Tribute to Mille Miglia con auto di altissimo livello.

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Nel primo pomeriggio invece è arrivata la vera e propria carovana delle auto storiche, circa 450 splendidi esemplari di autovetture d’epoca, condotte da equipaggi arrivati da decine di Paesi diversi, per rappresentare il più prestigioso museo viaggiante del mondo.

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Un sentito ringraziamento all’amico Bruno Tamburini e Mario Morelli, per averci messo anima e corpo nell’organizzare tutto questo. Ringraziamenti dovuti al sindaco Vittorio Gabbanini, l’assessore Giacomo Gozzini e Delio Fiordispina, presidente di San Miniato Promozione, non per ultimo un ringraziamento per il  buon lavoro svolto dalla Protezione Civile e il corpo della Polizia Municipale per aver fatto si che tutto filasse liscio.

Fotografare i Bambini

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Mi capita spesso di fotografare i bambini, fin da i primi giorni di vita. Poi, dopo una pausa, i genitori me li portano di nuovo intorno ai 4/6 mesi quando già iniziano a tenersi su con la schiena, stando seduti da soli, credo che sia il momento migliore per ottenere delle buone fotografie.

Quando è possibile preferisco saltare il periodo dove gattonano,  per poi fotografarli di nuovo quando cominciano a capire quello che gli viene detto.

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Canon Canonet QL 17

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Trovata su uno scaffale con la scatola ancora da aprire, questa era una delle compatte a pellicola di Canon con mirino a telemetro, ancora costruita tutta in metallo e con le ottiche in vetro, questo si percepisce dal suo perso appena la si prende in mano.

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Che già dalla sigla faceva presumere che era di qualità, dove il 17 era sinonimo di un obiettivo luminoso infatti montava il 40mm f1.7

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Mentre QL stava per Quick Loading ovvero un sistema di caricamento veloce e sicuro della pellicola, dato che hai tempi era il primo problema, quello di essere sicuri di aver agganciato la pellicola.

Fotografare le persone

…mi serve una foto, fammi due scatti e via…

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Da quando fotografo ho notato che di solito queste/i ragazze/i che decidono di farsi un servizio fotografico, nei primi momenti di colloquio, dove pianifichiamo cosa fare, sono un po in tensione, questo è anche comprensibile, specialmente se è la prima volta che posano davanti ad un obiettivo.

Poi durante lo shooting questa tensione si allenta per arrivare all’apice del servizio dove si crea una completa sintonia tra fotografo e soggetto, e dove il soggetto ritratto trova la massima autostima o fiducia in se stesso, atteggiandosi in maniera naturale, e permettere al fotografo di trovare le espressioni più significative, per cercare di creare scatti emozionali.

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Da questo momento in poi inizia una sorta di “calo di prestazione” sia da parte del fotografo che del soggetto fotografato, questo per vari motivi, vuoi per la stanchezza, o per un abbassamento di attenzione o calo di adrenalina.

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Per questo motivo, quando mi viene chiesto: “ma io non voglio un servizio fotografico, mi scatti due foto”, gli devo spiegare che non funziona proprio così, non si può nemmeno immaginare di realizzare una bella fotografia con due/tre scatti fatti in fretta e furia.

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Fotografia di Maternity

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Negli ultimi anni la richiesta di “documentare” fotograficamente la crescita del pancione di ragazze durante la loro gravidanza è aumentata, molto probabilmente perché è finito il tabù della vergogna.

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Quando riesco a contattare in tempo le ragazze in stato interessante gli spiego il percorso fotografico che possono fare per documentare la crescita della pancia, i primi giorni di vita, l’allattamento, e per finire il bambino nei primi mesi di vita, fino a quando  riesce a stare seduto e prima che inizi a gattonare.

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Poco tempo fa mi è successo un episodio abbastanza buffo che devo raccontare. Sono passati dal mio studio due futuri genitori per prendere un appuntamento per fotografare il pancione di lei insieme al futuro babbo. Dopo avergli spiegato in cosa consiste una sessione fotografica di “Maternity” abbiamo fissato per il sabato successivo, la settimana seguente, verso metà, mi chiama il babbo e mi spiega che la sua compagna ha l’influenza, per questo se era possibile posticipare l’appuntamento al sabato successivo. Io gli confermo che sono libero e fissiamo per il sabato dopo. Arrivati all’orario dell’appuntamento non vedo arrivare nessuno. Aspetto una ventina di minuti, poi chiamo al loro cellulare, senza nessuna risposta, quindi senza tanti problemi, mi rimetto al mio lavoro. Il martedì mi chiama il babbo scusandosi per l’inconveniente e mi dice che  il venerdì sono corsi in ospedale, dove è nato il bambino anche in maniera prematura.

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Con questo post ho voluto raccontarvi quello che può succedere se vi decidete troppo tardi a voler organizzare una sessione fotografica del vostro pancione. Quindi vi consiglio, se avete intenzione di immortalare questi bellissimi momenti della vostra vita, di pianificare i vari tempi in cui vorreste condividere il grande avvenimento.

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